Archivio per aprile, 2009



Una delle cose più divertenti che si possano fare, per chi ha spirito critico e comparativo, è buttare uno sguardo al di là della frontiera, vedere le differenze o le somiglianze tra l’Italia e gli altri Paesi civili. Sì, lo so, ho detto “civili” e so che non è una parola politicamente corretta. Paese Civile è sinonimo di Paese Occidentale. Ma, la butto lì così, per provocazione: l’Italia è un Paese Civile? Parliamo per esempio di politica e di partiti. No, non ridete. Fatemi finire. Non voglio sottolineare il fatto che in Italia il numero di partiti politici, o presunti tali, rasenti la soglia dell’infinitezza. (continua…)

Non è uno di quei film che escono spesso, non è nemmeno una di quelle pellicole socialmente impegnate che tanto piacciono a Cinecittà. Niente di tutto questo. Ma non chiedetemi di dirvi cosa sia Gran Torino. Non tentate nemmeno di chiederlo a voi stessi, perché non si può definirlo in positivo, per cosa è, ma solo in negativo, per cosa non è. Vi basti questo: la storia, la trama, è un surplus, conta poco o nulla. Quello che fa la differenza è l’uomo, come esso vive tra il bene e il male. Perché è così, il bene e il male esistono: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro” dice il libro di Isaia nella Bibbia.

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Se potessimo paragonare la storia d’Italia ad un appartamento, magari bello e lussuoso, di sicuro ci sarebbe almeno una stanza buia, senza luce, una stanza la cui porta non viene aperta da anni, da troppi anni, e al cui interno c’è tanto disordine e non poca sporcizia. Questa stanza è rappresentata dal quel periodo che va dall’8 settembre del 1943 fino al 1946, a guerra finita, passando     per la data del 25 aprile 1945.

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