Archivio per maggio, 2009



Il tema è spinoso e difficile. Potrei affrontarlo in qualità di giurista, politico, scrittore oppure potrei semplicemente affrontarlo dal punto di vista di un ragazzo di 22 anni che vive, ha amici, esce la sera, studia giurisprudenza, scrive per passione e dà il proprio meglio in politica. Sì, lo so, non ve ne può fregare di meno. Quello che voglio cercare di dire è un’altra cosa. E’ che il problema dell’alcolismo e della vendita di alcolici dopo una certa ora può essere affrontato da tanti punti di vista, ma la realtà non cambia, il fatto che il sabato sera, a causa dell’alcol e dell’alta velocità, oramai muoiano in tutta Italia più giovani di quanti non ne siano morti in Iraq, è un dato di fatto che nessuno può cercare di nascondere. (continua…)

Allegoria della Vanità

Ehi voi, sì, dico a voi, meschine ed infime formichine laboriose e affaccendate, sì, proprio voi che ora come ora vi state guardando allo specchio, prima di cospargervi il collo di essenza di mughetto, sì, proprio voi che vi siete appena fatti il bidè e che siete ben puliti, docciati, sbarbati, profumati, ora che correte a mettervi la camicia inamidata e i pantaloni fichi. Eccovi lì, pronti a correre e correre, a preoccuparvi, affannarvi, cosa si mangia, porta il pupo a scuola, vai a lavoro, guarda il culo della segretaria figa, litiga col capo, consegnagli il progetto in tempo, corri a casa, porta fuori il cane, bacia tua moglie, telefona all’amante, preparati per la serata.

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Da un po’ di mesi a questa parte, c’è una parola che la va per la maggiore, che è oramai diventata una vera e propria parola-chiave, che non se ne può più di sentirla, che è più inflazionata dei pesos della Guinea Bissau, che vaga nell’aria con la stessa velocità con la quale si diffonde il virus dell’ebola: “i giovani”.Sembra che i giovani siano diventati in un colpo solo il centro dei pensieri di tutti, politici, imprenditori, giornalisti.

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I want you. Ma gli Antimoderni non vogliono nessuno

Eccolo qui, fresco fresco di parto, il nostro bimbo in fasce, piccolo come un cucciolo d’uomo, ma forte come un leone, rapace come gli artigli della regina dei cieli, veloce ed essenziale come la vita dei rettili, solido come la roccia, invalicabile come la più aspra delle montagne. E’ nato, è qui, manca solo il taglio del cordone ombelicale e il rito della circoncisione, perché questo è un bimbo che nasce nella tradizione, imbevuto della tradizione, ma il suo compito è ben più arduo, più sofisticato, a lui è richiesto di scardinare lo scardinabile, di chiudere porte e riaprirne altre, erigere muri laddove non c’erano e abbattere quelli che devono essere abbattute, fossero anche portanti o considerati tali. (continua…)

Craxi, 20 anni dopo

Autore: andrea

Il 17 aprile 1987 finiva il più longevo governo nella storia della Repubblica, anzi erano due i governi, ma il Presidente del Consiglio dei Ministri era sempre lui, Bettino Craxi, il primo socialista a ricoprire un ruolo così importante, un uomo destinato a lasciare il segno, a far parlare di sé per molto tempo. 11 giorni prima di quella data invece sono nato io, sì, sono nato sotto il governo Craxi, ed è forse anche questo il motivo per cui ho tanto subito il suo fascino da interessarmi, approfondire, provare ad avvicinarmi ad una delle figure più controverse della politica italiana. (continua…)