mag
24
2009
I divieti sono inutili, serve l’educazione
Autore: andrea
Il tema è spinoso e difficile. Potrei affrontarlo in qualità di giurista, politico, scrittore oppure potrei semplicemente affrontarlo dal punto di vista di un ragazzo di 22 anni che vive, ha amici, esce la sera, studia giurisprudenza, scrive per passione e dà il proprio meglio in politica. Sì, lo so, non ve ne può fregare di meno. Quello che voglio cercare di dire è un’altra cosa. E’ che il problema dell’alcolismo e della vendita di alcolici dopo una certa ora può essere affrontato da tanti punti di vista, ma la realtà non cambia, il fatto che il sabato sera, a causa dell’alcol e dell’alta velocità, oramai muoiano in tutta Italia più giovani di quanti non ne siano morti in Iraq, è un dato di fatto che nessuno può cercare di nascondere. (continua…)
Da un po’ di mesi a questa parte, c’è una parola che la va per la maggiore, che è oramai diventata una vera e propria parola-chiave, che non se ne può più di sentirla, che è più inflazionata dei pesos della Guinea Bissau, che vaga nell’aria con la stessa velocità con la quale si diffonde il virus dell’ebola: “i giovani”.Sembra che i giovani siano diventati in un colpo solo il centro dei pensieri di tutti, politici, imprenditori, giornalisti.
Il 17 aprile 1987 finiva il più longevo governo nella storia della Repubblica, anzi erano due i governi, ma il Presidente del Consiglio dei Ministri era sempre lui, Bettino Craxi, il primo socialista a ricoprire un ruolo così importante, un uomo destinato a lasciare il segno, a far parlare di sé per molto tempo. 11 giorni prima di quella data invece sono nato io, sì, sono nato sotto il governo Craxi, ed è forse anche questo il motivo per cui ho tanto subito il suo fascino da interessarmi, approfondire, provare ad avvicinarmi ad una delle figure più controverse della politica italiana.