Archivio per ottobre, 2009



Quando si parla di libertà economica la sinistra storce il naso piuttosto spesso. Negli States li chiamano liberal. Come i più di voi già sapranno, il termine liberal non ha nulla a che fare con il pensiero liberale. Sono quelli che in Italia starebbero a sinistra, che non si scandalizzano se lo stato interviene in economia limitando il libero mercato. Ma lasciamo stare gli States. Restiamo in Italia, anzi restiamo ancora più vicino, rimaniamo in Emilia Romagna. Andate a leggervi la legge regionale dell’Emilia Romagna numero 6 del 2007, in materia di distribuzione commerciale. E’ una legge fortemente statalista e profondamente irrispettosa della libertà economica. Hai voglia a sostenere che ci possa essere la libertà individuale senza la libertà economica. Questo lo dice la sinistra, che ha una concezione statalista e antiliberale dell’economia, pensando che il mercato si possa pianificare, che l’economia debba essere controllata. Lo dicevano anche in Russia qualche tempo fa. E non è andata così bene. Lo dicevano anche in Cina. E hanno cambiato idea. In Italia invece c’è ancora chi la pensa così. E c’è persino chi sostiene che il libero mercato vada limitato, ora che c’è la crisi. Prima di parlare, si consiglia di studiare. La crisi c’è perchè lo stato ha troppo potere. (continua…)

Da “Il Resto del Carlino” del 30 ottobre 2009-Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” del 30 ottobre 2009- Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” del 29 ottobre 2009- Leggi l’articolo

Da “Il Corriere di Romagna” del 28 ottobre 2009- Leggi l’articolo

Da “Il Corriere di Romagna” del 28 ottobre 2009- Leggi l’articolo

Immaginiamoci la scena. Avete fame, aprite il frigo, vedete che non c’è nulla, ma proprio nulla che vi soddisfi. Uscite di casa, entrate in un supermercato per fare la spesa, andate alla cassa, aprite il portafoglio, pagate con delle banconote il conto che vi presenta la cassiera. Questo è il quadro, il dipinto di cui voi siete i protagonisti, la vera e propria opera d’arte della decadenza che verrà esposta tra qualche centinaia di anni in un museo di un’altra civiltà che ci avrà sepolti come delle mummie ammuffite. Poi c’è lo sfondo, e sullo sfondo c’è la crisi economica, inflazione, bolle finanziarie che scoppiano, prezzi che salgono, le banche centrali che intervengono per tagliare il costo del denaro, politiche keynesiane di aumento della spesa pubblica, salvataggi di banche, colossi assicurativi, lo stato c’è. E poi, proprio nell’angolo del quadro, ci sono i soloni di turno, i politici, i ministri dell’economia e i presidenti delle banche centrali che gridano a gran voce che il libero mercato ha fallito, che il liberismo è morto, che la baracca la salverà lo stato, che la mano invisibile verrà sostituita da quella visibile e pesante dello stato, del governo, che acquista sempre più potere a scapito della vostra libertà economica, che pianifica, controlla prezzi e salari, che interviene e mette mano su tutto quello che c’è da mettere mano. (continua…)

Cerchiamo di essere onesti con noi stessi: la sinistra italiana sta attraversando una crisi profonda, una crisi che non è solo di consensi, ma una crisi che prima di tutto è data dalla mancanza di idee, dalla mancanza di riformismo, di apertura, di ampio respiro. Voglio spingermi ancora più oltre. La sinistra è in crisi perchè vive al suo interno un vero e proprio deficit culturale, politicamente parlando. E una sinistra che non ha idee, cultura, una sinistra che ha smarrito se stessa perchè non sa da che parte andare, è una sinistra che non c’è. Per chi non mi conosce voglio essere intellettualmente onesto: io, personalmente parlando, faccio riferimento ai valori, alle idee, al pensiero che più si avvicina al centrodestra. In poche parole: voto Berlusconi. (continua…)

Come osi dire che l'Islam è una religione violenta?

Come osi dire che l'Islam è una religione violenta e intollerante?

E perché non proporre un’ora di religione indù o chessò, un’ora di buddismo, di confucianesimo? Oppure, diciamocela tutta, perché non proporre un’ora facoltativa di religione animista, non si sa mai che qualche studente interessato ci sia. Non sarei neppure contrario ad un’ora facoltativa di ateismo o di agnosticismo, perché no, tanto ormai anche loro sono delle vere e proprie religioni laiciste, con la loro chiesa, i loro preti, le loro bibbie dogmatiche. Persino l’ateismo o il razionalismo hanno abdicato al libero pensiero, sono diventati sovra-razionali, una vera e propria fede, i loro dogmi, le loro verità indiscutibili. Guardate come è messo l’Uaar, l’Unione degli atei, agnostici e razionalisti. Ci mancava solo la proposta di Adolfo Urso (certo il nome non aiuta a prenderlo in simpatia, ricorda un tipetto coi baffi che già qualche casino in Europa l’ha combinato) avvallata da Gianfranco Fini. Ci mancava la proposta dell’insegnamento della religione islamica a scuola. (continua…)

Un gran pezzo di felicità si misura grazie al Sil, il Sesso interno lordo. Certo, capisco che non tutta la felicità viene dal sesso, che c’è anche lo spirito e non solo la carne, che l’anima deve comandare sul corpo e non viceversa, ma non si può esagerare nemmeno dall’altro lato, c’è anche il corpo, la carne, anche il sesso vuole la sua parte. E se non gliela date (non pensate subito male) il corpo se la prende. E allora datela, prendetela, oppure, se preferite, trasformate tutto al maschile, datelo, prendetelo. Le opportunità sono infinite. E non è nemmeno detto che dovete sfruttarle una alla volta. Il piatto forte di certe cucine prevede una mescolanza di sapori e di ingredienti da far rabbrividire persino il più moderato dei benpensanti culinari. Eppure è così, l’unica cosa che tira (smettete di pensare male, per favore) in tempo di crisi è solo il sesso femminile, inteso come parte per il tutto o tutto come parte. (continua…)