Archivio per novembre, 2009



La democrazia è finita, andate in pace. E poi c’è chi si lamenta del centrodestra, sempre a dire e scrivere che tutti i mali sono incarnato nel presidente del consiglio, è colpa sua, tutto è colpa sua. Non c’è lavoro? Colpa di Silvio. L’economia non butta poi tanto bene? Colpa di Silvio. Vostra moglie non ve la dà? Sempre colpa sua. E allora, gira che ti rigira, alla fine finisci per crederci, che sia effettivamente così, che basti eliminare lui e tutti i nostri guai, tutte le malattie endemiche della nostra piccola e povera italietta spariranno così, come con un colpo di bacchetta magica. Magari. Magari fosse così. Vorrebbe dire che tutto starebbe per finire, che nel giro di poco tempo riusciremo a toglierci dalle balle le nostre divisioni, l’economia che non va, la scarsa qualità dei servizi, l’eterna lotta tra campanili scalcagnati, la paralisi culturale, morale, mentale che ammorba come un cancro gli italiani, se mai sono esistiti. Se così fosse, basterebbe qualche coltellata a Cesare perchè la Repubblica torni a vivere, perchè i costumi imbarbariti riprendano il vecchio splendore perduto. (continua…)

1. Perché dopo venti anni dalla caduta del Muro di Berlino e dopo il crollo del comunismo, noi, oggi, rischiamo di piombare in un tipo di economia interventista;

2. Perché lo stato ha sempre più potere, opprime i diritti individuali e la libertà dei singoli;

3. Perché lo stato controlla la moneta attraverso le banche centrali e, non essendoci più il legame con l’oro, crea moneta dal nulla, a proprio uso e consumo;

4. Perché lo stato aiuta le imprese, lede la concorrenza, vuole imporsi al libero mercato;

5. Perché lo stato con la propria burocrazia opprime la libera iniziativa economica dei privati;

6. Perché la mia libertà è più forte di qualsiasi verità;

7. Perché la società non esiste, non è altro che la somma matematica di un insieme di singoli individui;

8. Perché il Welfare State ha fallito;

9. Perché lo stato stesso ha fallito e Westfalia ha perso;

10. Perché l’individuo è il centro di tutto e non i gruppi;

11. Perché ognuno ha diritto ad amare chi vuole;

12. Perché lo stesso Cristo venne e ci chiamò per nome;

13. Perché anche il feto è un individuo;

14. Perché il diritto è una pretesa soggettiva così come il mercato è una scelta del singolo individuo;

15. Perché il mercato è irrazionale;

16. Perché lo stato ha il monopolio della violenza, fa le guerre e obbliga gli individui ad uccidere nel suo nome;

17. Perché non posso uccidere chi ha ucciso mio figlio;

18. Perché non posso difendermi da solo;

19. Perché il far-west funzionava mentre lo stato no;

20. Perché non c’è ragione di stato che tenga di fronte alla mia persona;

21. Perché non deve essere il Pubblico Ministero ad esercitare l’azione penale;

22. Perché devo poter aprire il mio negozio quando voglio;

23. Perché lo stato non deve proibirmi di bere alcol, anche perché otterrebbe l’effetto contrario;

24. Perché io devo poter sposare chi voglio;

25. Perché il mio diritto di proprietà è più forte di qualsiasi interesse pubblico o generale;

26. Perché devo poter educare mio figlio al meglio senza seguire obbligatoriamente uno sterile programma ministeriale;

27. Perché l’eguaglianza sempre più spesso è un abuso;

28. Perché devo poter esercitare la mia libertà se non lede quella di un altro;

29. Perché devo poter iniziare una frase con la lettera minuscola;

30. Perché io rispondo solo a Dio e a chi amo.

pubblicato su “La Voce di Romagna” del 27 novembre 2009

Da “La Voce di Romagna” del 28 novembre 2009-Leggi l’articolo

stir

Senza andare troppo lontano, basta farsi un giretto a Londra o Parigi per capire quale sia la differenza. E quando parlo di Londra o Parigi, non mi riferisco alle periferie malfamate o ai quartieri pericolosi. Mi riferisco alla City londinese o alla Defénse parigina, i due quartieri-simbolo del business e della finanza, degli uffici, della ricchezza per eccellenza. Basta fare un salto in questi due posti per accorgersi che è pieno di uomini e donne di tutti i colori, neri, olivastri, indiani e pakistani, vestiti in giacca e cravatta che si affrettano lungo le vie, sbucano in tutta velocità dal metrò, parlano al cellulare, gestiscono azioni o quote di società, sono brokers di alto livello, giornalisti, politici. Se è vero che le potenze coloniali hanno sfruttato i territori conquistati è anche vero che oggi sono solo le ex-potenze coloniali ad aver fatto i conti con la realtà, ad essersi messe in gioco in maniera seria, ad aver per lo meno tentato di approcciarsi con coloro che, dopo la decolonizzazione, iniziavano ad emigrare dai loro paesi d’origine per trovare fortuna in Occidente. (continua…)

Da “Il Corriere di Romagna” del 26 novembre 2009-Leggi l’articolo

Di John Kay

La caduta del muro di Berlino nel Novembre del 1989 è stato l’evento economico determinante del nostro tempo. Ha significato la fine dell’esperimento controllato avvenuto su larga scala nella storia delle scienze sociali- la divisione della Germania in due zone economiche, una centrallizata e pianificata economicamente, mentre l’altra basata sull’economia di mercato. Dopo 40 anni, la differenza tra gli standard di vita tra le due era così strema che, ad un certo punto, l’esperimento terminò. Ma perchè? Una popolare caricatura dell’economia di mercato vede la cupidigia come la motivazione umana dominante. Il progresso economico è raggiunto nel migliore dei modi se si ha presente questa realtà e, soprattutto, imponendo meno restrizioni possibili. Questa è l’economia della Nigeria e Haiti, e non funziona. E’ anche l’ambiente commerciale del popolo della montagna Ik descritto dall’antropologo Colin Turnbull, e Leheman Brothers come ha scritto il precedente Vice-Presidente Lawrence McDonald. Non ha funzionato nemmeno in questi casi. Una causa più rilevante invece del successo dei mercati fa riferimento a tre elementi. I prezzi fanno da segnali- il meccanismo dei prezzi è una guida all’allocazione delle risorse piuttosto che alla pianificazione centrale. I mercati sono un processo di scoperta- un’economia si adatta a cambiare attraverso un processo caotico di sperimentazione. Il terzo elemento è la capacità del mercato di causare la diffusione del potere politico ed economico. (continua…)

Da “La Voce di Romagna” del 24 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “Il Corriere di Romagna” del 24 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “Il Resto del Carlino” del 24 novembre 2009- Leggi l’articolo

Non inizierò questa lettera con la solita formula che si usa per le lettere scritte agli amici o sui giornali. Non voglio farlo perché ho sempre odiato le forme, i riti, tutto ciò che ci allontana dall’essenzialità, dalla semplicità. Un po’ per questo motivo e un po’ perché le lettere si scrivono alle persone lontane, a quelle che vediamo poco, con cui parliamo poco. E invece io ti sento ancora vicina. Purtroppo ho un difetto cara Je, un difetto che nasce da una sensibilità particolare, dalla sofferenza, dalla vita vissuta e da tutto quello che più mi è mancato, che non ho avuto, che mi ha tolto il sonno e la serenità. Mi affeziono molto alle persone, a tutte quelle persone che, come te, in un modo o nell’altro mi hanno cambiato la vita, l’hanno resa più bella e più vera e che, molto probabilmente non avrei mai conosciuto se la vita non mi avesse portato a vivere certe situazioni e a piangerne o a soffrirne in silenzio, nella speranza che poi, un giorno, tutto questo sarebbe cambiato, che finalmente sarebbe tornata a splendere la luce nel tetro buio della vita. (continua…)