Archivio per novembre, 2009



Da “Il Corriere di Romagna” del 15 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” del 15 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “Il Resto del Carlino” del 15 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” del 14 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “Il Corriere di Romagna” del 14 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “Il Resto del Carlino” del 14 novembre 2009- Leggi l’articolo

finiberlu1-largell ruolo che Il Pdl è chiamato a svolgere sulla scena politica italiana è, da un punto di vista politico, notevole. Soprattutto perché è il partito che rappresenta tutto un mondo, moderato, cattolico, liberalsocialista, riformista e, non dimentichiamolo, persino radicale, che vuole un’alternativa seria e credibile alle sinistre. Proprio per questo motivo infatti è necessario che il partito non si chiuda su quelle che possono essere le sue “posizioni maggioritarie”. Quando parlo di posizioni maggioritarie rappresentate al suo interno, mi riferisco non tanto alle varie componenti provenienti dagli ex-partiti, quanto alle varie sensibilità culturali e politiche. La crisi della sinistra non è tanto una crisi di consenso. Il consenso va e viene. La crisi della sinistra è una crisi di idee. Ecco perché, proprio ora che il centrodestra è al governo, non deve accadere quello che in realtà, continuando di questo passo, rischia di accadere, tanto a livello nazionale quanto a livello locale. E cioè che, proprio in mancanza di un dibattito interno al partito, un dibattito serio e costruttivo, fuori dalle logiche delle correnti, si verifichi, quando nel tempo anche il Pdl avrà una possibile ed eventuale crisi di consenso, una crisi di idee. (continua…)

Sono passati ben venti anni dalla caduta del Muro di Berlino, di quella cortina che separava il blocco dell’est da quello dell’ovest, il mondo vetero-comunista (ben lontano dal socialismo riformista, da quello stesso socialismo che nel nord Europa, come amava dire Pietro Nenni, non sacrificò mai la libertà dell’individuo al potere sello stato) da quello capitalista. Caduto il Muro, apparve più che mai evidente che il comunismo aveva fallito, che non solo non era riuscito nel suo intento più profondo, ossia quello di usare lo stato, il potere di uno stato forte e accentrato per superarlo, per distruggere lo stato e dare il governo al popolo, a quelle masse operaie che tanto avevano contribuito a distruggere il vecchio apparato zarista per buttarsi a capofitto in un’impresa utopistica che non poteva che schiacciarle. Il Comunismo non aveva fallito solo in questo. Ma aveva fatto molto di peggio. Aveva fatto quello che ne “La fattoria degli animali” George Orwell aveva descritto. Ossia, i maiali, che avevano guidato la rivolta degli animali contro il padrone, avevano piano piano preso il potere, si erano sostituiti al vecchio padrone, avevano soppresso sul nascere quella stessa uguaglianza in cui dicevano di credere. (continua…)

Usai e Tosi non mollano

Autore: andrea

Da “Il Corriere di Romagna” dell’11 novembre 2009- Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” del 10 novembre 2009- Leggi l’articolo