dic
31
2009
Il Centrodestra a Riccione riparte con Renzi
Autore: andreaNon sono solito scrivere articoli del genere sul mio blog. Non sono nemmeno solito prendere posizione pubblica sulle persone, soprattutto se sono fanno politica, soprattutto se prendere una posizione a favore di qualcuno comporta inevitabilmente prendere posizione contro qualcun altro. Ho tanti difetti, lo riconosco. Ma tra tutti questi difetti ho sicuramente un pregio: l’onestà intellettuale, la sincerità, che in politica ben pochi hanno. Tutti sanno che le regionali di Marzo 2010, per il PDL locale, saranno una sorta di “Primarie”, di quelle primarie che il Partito Democratico fa già da tempo e che, questo l’ho sempre riconosciuto, costituiscono per la sinistra una concreta occasione di confronto e di dibattito politico, cosa che è sempre mancata al Centrodestra Riminese e Riccionese.
Per troppo tempo infatti l’ex Forza Italia e l’ex Alleanza Nazionale di Riccione si sono chiuse in una sorta di autoreferenzialità pericolosa. Agli occhi della gente e di tutto il popolo di Centrodestra infatti, questi due partiti sono da sempre apparsi come lontani, chiusi, arroccati su loro stessi e divisi al loro interno. Con questo non voglio accusare nessuno, sia chiaro. Mi limito a registrare e a raccontare la realtà, quello che tutti pensano ma che pochi hanno il coraggio di dire. Una forza politica, prima di candidarsi alla guida della città, deve prima imparare a fare opposizione. Sia chiaro però: non voglio infangare nessuno, non voglio giudicare. Sono solo un “ragazzino” dopo tutto. E sono l’ultimo arrivato. Ma vi sfido a dimostrare che quello che ho detto e che sto dicendo non sia vero.
Ecco perchè io a Marzo 2010 farò campagna elettorale per Gioenzo Renzi. Perchè la sua candidatura è alternativa a quella di Marco Lombardi, perchè Renzi rappresenta un modello di politica “sana” che è ormai sconosciuta ai più. Se non avessi conosciuto Renzi, non mi sarei mai sognato di buttarmi in questa avventura. Anche io pensavo che la politica fosse solo sporca, dominata da interessi e gruppi di potere. Ed è così. Ma Renzi è diverso. E lo dimostra il fatto che io abbia potuto collaborare con lui, io che di certo non sono raccomandato da nessuno e non sono figlio di nessuno di importante (chi mi conosce lo sa).
Ho trovato in Renzi quell’apertura e quella disponibilità nei miei confronti che nessuno mi avrebbe dato, vuoi perchè sono solo un “ragazzino”, vuoi perchè quando si entra in un partito è sempre problematico. Ho trovato in Renzi un modo di fare politica onesto, sincero, libero.
Lo dimostrano le sue battaglie in Regione e in Comune a Rimini: grazie a lui sono stati tagliati 17 Consiglieri Regionali, permettendo un risparmio di 7 milioni di euro. Tutti tacevano, centrodestra compreso. Renzi no. Ma soprattutto Renzi si è sempre battuto contro l’abusivismo, contro una gestione politicizzata della sanità pubblica.
Non starò qui ad elencare tutte le battaglie e i successi di Renzi. Visitate il suo sito www.gioenzorenzi.it e date un’occhiata.
Ecco perchè il Centrodestra di Riccione riparte con Renzi. Perchè in politica, la differenza, la fanno le persone. Le etichette non contano, i partiti nemmeno. Ci si confronta sulle questioni, punto. Diamo una svolta al centrodestra, è giunto il momento di ripartire, di riazzerare tutto.
Aprire le stanze del Pdl, dare un cambio d’aria, deodorare l’ambiente. Solo così potrà nascere qualcosa.
Io, da cattolico del centrodestra riccionese, appoggio pubblicamente Gioenzo Renzi. Il solo uomo del PDL in grado di rappresentare al meglio tutti.
Andrea Usai
Buon Natale a tutti. Fortuna vostra che sono diventato stranamente più buono, che è scoccata una piccola scintilla, che proprio perché sono diventato più buono vi voglio meno bene, e vi dirò molte banalità e poche verità sconcertanti. Dopo aver letto questi piccoli pensieri natalizi, innocui come un bimbo che gira per casa con una forchetta appuntita, sono certo che non mi odierete. Anche perché se siete svegli, potreste obiettare che il bimbo che gira armato di forchetta rischia di fare più male a se stesso che non a altri. Risposta giusta, bravi. Banalità a parte, sappiate questo. Natale non è proprio la mia festa preferita. Anzi. Non mi piace affatto, non mi è mai piaciuta, come non mi sono mai piaciuti i compleanni. Il perché provate ad immaginarlo voi. Sia che a voi piaccia, sia che non vi piaccia, non buttate via il vostro tempo.
Se Pietro Nenni e Benito Mussolini fossero ancora vivi, se anzi potessero in qualche modo tornare in vita, ricominciare d’accapo la loro azione politica nella Romagna di adesso, sarebbe la fine. La Romagna li spedirebbe dritti dritti in manicomio, a due personaggi del genere. Non c’entra nulla l’ideologia. E non c’entra nulla nemmeno il fatto che, il fascismo di Mussolini nacque dal Socialismo, che Mussolini stesso era stato socialista, che Pietro Nenni aderì al Fascio di Bologna nel 1919, per poi distaccarsi subito, prendendo definitivamente la strada socialista. La Romagna del Duemila manderebbe Nenni e Mussolini in manicomio perché sono stati, chi in un modo e chi un altro, due personaggi che ci hanno messo la faccia, che hanno scritto la storia del Novecento, che hanno rappresentato un mondo a loro comune fatto di povertà e di soprusi, di solitudine, di idee che si agitavano nella loro testa dura e cocciuta, un modo di far politica, di vivere la politica lontano anni luce dalle veline in parlamento, dai paracadutati sul territorio, dalle liste bloccate, da una politica che, abbandonata persino la logica machiavellica del fine-che-giustifica-i-mezzi, ha finito per sposare una linea ancora più drastica, cioè quella dei mezzi-che-giustificano-altri-mezzi. Benito Mussolini a parte, ci sono almeno altri tre motivi, per i quali, la Romagna di adesso manderebbe di sicuro Pietro Nenni in manicomio.