Archivio per marzo, 2010



Non lo nascondo. La tentazione mi è venuta eccome. Una di quelle tentazioni che ti vengono non appena respiri un po’ di ossigeno, un po’ di aria pura dopo una lunga sfacchinata in montagna, dopo un sentiero difficile, ripido e in salita, prima di arrivare alla meta. Arrivi su, mezzo sudato, ti guardi attorno, e ringrazi il Misterioso di tutto quello spettacolo. Adesso mollo tutto e vengo qui, pianto una tenda in mezzo a questo sentiero di montagna, sulla nuda roccia, mi fermo qui per sempre, fino all’eternità. Come se fossi da solo, solo io e il mio rosario di legno marcio. Finalmente un po’ di ossigeno, mentre là fuori è tutto sangue e fango, come canta Maria Callas in una delle arie più belle della storia dell’opera, “La mamma morta” di Umberto Giordano. La tentazione di prendere e mollare tutto, dopo aver passato due ore in 4^B del Liceo Scientifico Lemaitre di Rimini per raccontare come si scrive un saggio breve e un articolo di giornale, mi è venuta eccome. Una boccata d’ossigeno. Una bella ripulita dai veleni del mondo. Coi ragazzi è così. Uno parte con la voglia di insegnare loro qualcosa e poi va a finire che è proprio lui ad imparare qualcosa. Premessa. Sarò sincero: la scuola non mi è mai piaciuta. Sono sempre stato un ribelle, odiavo chi mi diceva dove mettere i piedi, dove guardare. Sono sempre stato ostile a tutte le forme di autorità, a chi pretendeva di farmi correre su dei binari prestabiliti e predeterminati. La scuola l’ho vissuta così. (continua…)

Da “Il Corriere di Romagna” del 12 marzo 2010-Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” dell’11 marzo 2010-Leggi l’articolo

Da “Il Corriere di Romagna” dell’11 marzo 2010-Leggi l’articolo

Se ritenete di essere degni di essere chiamati uomini, chiudetevi in casa in un pomeriggio di sole, sedetevi sul divano e iniziate a leggere “L’uomo in rivolta” di Albert Camus. E fatelo soprattutto se vi credete dei ribelli per natura. Se credete che la vostra piccola rivolta possa tragicamente sfociare in una rivoluzione, leggetevi questo piccolo manuale per veri rivoltosi. Troverete molti spunti, non tutti sani, ma troverete degli spunti. Quello che c’è da capire è più semplice dell’alfabeto, ma è terribile come l’omicidio commesso da un bambino. L’uomo in rivolta è un uomo che dice no, che pone un limite ad una situazione pregressa, che marca definitivamente una frontiera tra ciò che prima tollerava e ciò che ora non è più disposto a tollerare. Ma la rivolta di Camus è molto di più, un qualcosa di costruttivo, la rivolta è azione creatrice, è la ricerca di una misura tra il bene e il male, è l’unica possibilità data all’uomo per inseguire un equilibrio, per fare emergere un senso in un mondo dominato dal non senso. Affondate pure i vostri artigli in questo libro terribile (terribile per noi ha un significato positivo, e quando dico “positivo” intendo non solo bello, portatore di buoni valori, ma positivo nel senso di imposto, che non potete pensarla diversamente) e troverete un profondissimo discorso sull’omicidio, sul fatto che se nell’epoca della negazione aveva senso interrogarsi sul suicidio, se avesse senso o meno continuare a vivere, nell’epoca delle ideologie (non dimentichiamo che il libro porta la data del 1954) ha più senso interrogarsi sulla natura dell’omicidio, sul fatto che l’omicidio è diventato razionale, premeditato. In poche parole l’omicidio ha le sue ragioni, l’omicidio è un sillogismo. Mentre un tempo si uccideva per amore, per passione, adesso è la ragione che lavora, che trova basi logiche all’annientamento della vita altrui. Ma se la rivolta per Camus è un bene, la rivoluzione è la sua più stretta patologia. La rivoluzione annienta l’io, lo riduce ad un facile meccanismo di un ingranaggio collettivo, meschino, corrotto. Camus analizza tutti i tipi di rivolta, da quella storica, a quella legata all’arte. Ma il sacrificio di un pomeriggio di sole lo vale solamente la parte dedicata alla rivolta metafisica, la ribellione dell’uomo nei confronti del cielo, quel momento preciso in cui l’uomo sceglie di negare il cielo, di ribellarsi a qualsiasi costruzione metafisica sia stata imposta e posta senza il suo consenso, di negare prima ed eventualmente di prendere a pugni Dio, di assaltare il cielo, di sostituirsi ad esso. Dalla filosofia alla poesia, passando da Stirner a Nietzsche, da Milton a Rimbaud. E nella lotta tra Dio e l’esigenza di giustizia più profonda, come ci insegnano “I Fratelli Karamazov” di Dostoevskij, l’animo del rivoltoso si ribella a Dio, non rinuncia alla giustizia, non accetta che un Dio possa non corrispondere ad un’astratta idea di giustizia. Ed ecco l’assalto al cielo, la lotta per la distruzione e il sovvertimento dell’ordine, una rivolta creatrice, costruttiva, categorica. Buona lettura.

 

pubblicato su “La Voce di Romagna” del 16 marzo 2010

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Per troppo tempo la politica è stata vista come un qualcosa di poco pulito, legato a interessi di parte e di partito, di lontano dal bene comune, dalle persone, lontano dalle radici e lontano dal futuro. Per troppo tempo è stata data questa immagine della politica, e le persone si sono abituate a pensare che non era possibile fare politica se non conformandosi alle direttive del partito, dei gruppi di interesse, delle logiche di potere. Che non era possibile esprimere il proprio punto di vista sulle cose, andare a fondo ricercando il perché di quello che accade intorno a noi. Questo gruppo di persone non vuole essere una brutta (o una bella) copia di un partito politico né una semplice associazione né tanto meno un club di amici che si ritrovano la sera per divertirsi un po’. Questo gruppo vuole essere molto di più. Vuole dare a Riccione quello che Riccione non ha mai avuto, e cioè un gruppo di persone, aperto a chiunque voglia dare un contributo a questa città, attraverso il pensiero e l’azione, per costruire il futuro. Non c’è pensiero senza azione, in politica. I discorsi fine a sé stessi devono essere messi da parte, così come l’azione senza che ci sia stato a monte una riflessione, del pensiero critico. Questo è un gruppo di ragazzi che hanno voglia di fare, che, politicamente parlando si collocano nel centrodestra, ma che accolgono tra di loro, in piena e vera amicizia, anche ragazzi che simpatizzerebbero per il centrosinistra, ma che si rendono conto che purtroppo, a conti fatti, la politica riccionese, ben poco a che fare ha con gli ideali e con le ideologie, e molto ha a che fare con gli interessi di pochi che stanno al potere. Un gruppo vicino al centrodestra, che affonda le proprie radici politiche e culturali nella destra liberale, aperta, avanguardista, vicina ai valori cristiani, ma che vuole estendere la propria chioma lontano, verso il futuro, senza farsi frenare dalle etichette di partito, dalle barriere ideologiche, vere o finte che siano. In politica, la differenza la fanno le persone. Quelle persone che lavorano, studiano, che si impegnano per costruire la loro vita e quella delle persone che amano. Quelle persone oneste, che sono deluse, disilluse, mortificate da una politica che non sa parlare più ai loro bisogni, figuriamoci ai loro sogni.

Ecco perché il futuro, in politica, passa attraverso il ricambio generazionale, attraverso l’innocenza e la sincerità delle nuove leve, di chi spesso, avendo una giovane età, si ritrova spaesato perché i modelli che gli si pongono davanti sono spesso di ostacolo ad una sana crescita intellettuale. A livello locale, questo gruppo di amici, non può che identificarsi e stringersi attorno al Consigliere Regionale Gioenzo Renzi, persona che noi stimiamo, amiamo, e rispettiamo. Perché? Perché molte di queste cose ce la ha testimoniate lui, nel corso della sua azione politica. Non ce le ha semplicemente insegnate. Il mondo è pieno di bravi maestri e falsi profeti. Ce le ha testimoniate, le abbiamo viste vivere in lui, in quello che dice, ma soprattutto, in quello che fa.

Nel nostro simbolo, oltre alle tre parole che sintetizzano la linea ideale e pratica che contraddistingue il gruppo, c’è un salmone. Il salmone va controcorrente, quando è necessario. Il salmone attraversa con facilità acqua dolce e acqua salata, è un simbolo di dinamismo, di pensiero, di azione e di futuro. Ecco cosa vuole essere questo gruppo per Riccione: una Controcorrente d’Avanguardia.

Il Gruppo PensieroAzioneFuturo si propone quindi, nel breve periodo, di fare campagna elettorale su Riccione per Gioenzo Renzi, l’unico uomo politico che è veramente al servizio della gente, che mette il suo numero di cellulare privato sui manifesti elettorali (gli altri politici fanno fatica a mettere il numero della propria segreteria sul sito internet, figuriamoci quello privato sui manifesti), l’unico che sono anni che ha il proprio sito internet e che non se l’è fatto ad un mese dalla campagna elettorale. Renzi è un uomo del fare. Lo testimoniano l’elevato numero di interrogazioni e di atti in Regione: la battaglia per il taglio di 17 consiglieri regionali, con un risparmio di 7 milioni di euro all’anno, le battaglie per la sanità, contro una sanità dominata dai partiti, la sua proposta di legge contro i ghetti e per una regolamentazione dei phone center, e da ultimo, una proposta di legge per la trasparenza, contro le lobby che influenzano la politica. Da ultimo, le sue interrogazioni all’assessore Bruschini per il fenomeno erosivo.

Nel lungo periodo questo gruppo vuole intervenire nella vita politica di questa città, esprimendo giudizi, e dando la propria visione delle cose, sempre chiedendosi il perché, interrogandosi sul perché delle cose e provando a dare la propria visione costruttiva delle cose.

Noi non abbiamo bisogno di dire che saremo tra la gente. Noi lo siamo già. E lo siamo sempre stati. Non ci facciamo impaurire dalla disciplina di partito, né dall’intreccio di interessi che ammorba la politica. Siamo diversi. E questo lo stiamo testimoniando e lo testimonieremo.

Il Gruppo PensieroAzioneFuturo

INFO:

Cell 3383010271

email: pensieroazionefuturo@gmail.com

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E ora un po’ di ossigeno. Si parla di preghiera, quella vera, fatta con il cuore, semplice, quel dolce sussurro che parte dal cuore e arriva (ovvio, sto parlando per chi ci crede) dritto dritto in cielo, senza fronzoli, senza inni di particolare bellezza o complessità. Certo, nulla da ridire sugli inni composti per dare gloria a Dio. Però, la preghiera che viene dal cuore è tutt’altra cosa. Chi prega lo si vede. Lo si vede negli occhi. Gli occhi di chi prega hanno una luce particolare, un qualcosa che non si incontra da nessun’altra parte nel mondo. Lo so, non mi so spiegare. Però è così, basta essere allenati, un po’ attenti, e vedrete che riconoscere chi prega, sarà un gioco da ragazzi. Perché oltre ad un non-so-che che traspare dagli occhi, dal modo di sorridere, chi prega, vive la propria preghiera. Lo si vede nel modo di vivere la vita, di trattare gli altri, nel suo modo particolare di voler bene alle persone e di volere il bene delle persone che incontra. Non si tratta di buonismo. Non voglio essere frainteso. Chi prega si comporta in un certo modo nella vita perché la preghiera cambia la vita da così a così. Mettete la preghiera al centro della vostra vita e vedrete che avrete fatto la più grande delle rivoluzioni. Il mondo non ha bisogno di chissà quali cambiamenti, di chissà quali rivoluzioni. Il mondo ha bisogno di preghiera. E se ognuno di noi pregasse con il cuore, il mondo cambierebbe ed avverrebbe la rivoluzione delle rivoluzioni: la rivoluzione dell’Amore. (continua…)

da “Il Corriere di romagna” del 28 febbraio 2010-Leggi l’articolo

da “La Voce di  Romagna” del 28 febbraio 2010-Leggi l’articolo

Da “Il Resto del Carlino” del 28 febbraio 2010-Leggi l’articolo