Archivio per maggio, 2010



Riceviamo e volentieri pubblichiamo una risposta alle dichiarazioni di Filippo Airaudo che mi hanno inviato via email:

Attraverso questo comunicato vorrei esprimere le mie considerazioni riguardo alle dichiarazioni del cons. Airaudo presentate ieri dalla stampa, dichiarazioni che mi lasciano perplesso non tanto per il fatto che siano rivolte contro il cons. Usai, quanto perché ritengo che un capogruppo che si rispetti deve essere e apparire al di sopra delle parti. Ci terrei a far sapere al cons. Airaudo, che Andrea Usai è tutt’altro che isolato e che ritengo che stia svolgendo il suo mandato di consigliere comunale nell’interesse di chi l’ha votato e di tutta la città di Riccione. Le sue attività e le sue proposte non sono espressione di un protagonismo ma dell’amore che prova verso Riccione e verso i Riccionesi. I cittadini lo sanno benissimo, e sanno quanto è stato prodotto dal PdL di Riccione attraverso l’operato di Usai.

Quanto al resto del partito, non siamo certo noi a dover ricordare che la vecchia Forza Italia e la vecchia Alleanza Nazionale sono state in preda ad una gestione familiare tra suocera e genero e che la “vecchia gestione” del Centrodestra riccionese ha portato ad una chiusura del partito anziché farlo crescere e non ha mai aggregato giovani, avvicinandoli alla politica ed alla gestione della Città. Se si va avanti così, non sarà Usai ad essere isolato, ma chi non fa opposizione, la fa male o non ha idee e si limita a bocciare quelle altrui solo per livore e rancore personale. Così non si fanno gli interessi della Città, ma solo i propri. A quanto risulta, infatti, il PdL è un partito che va costruito passo dopo passo. Ma chi detta le “linee del partito”? E quali sono queste “linee”? Hanno dei contenuti politici o sono solo espressione di un potere personale? La Family Card proposta dal cons. Usai non è fuori dalle linee del partito, anche perché la “famiglia” era ed è uno dei punti del programma con cui il PdL si è presentato alle elezioni. Ed è stata bocciata solo perché portava la firma di Usai, senza che venisse mossa alcuna obiezione di sostanza. E quanto alle “logiche di partito” sarebbe bene tener presente che i consiglieri operano senza vincolo di mandato, che devono rispondere prima di tutto agli elettori, al popolo e non al partito, e che in politica, si parla e si tratta da “pari a pari”. Non ci sono sudditi e sovrani.

Francesco Berardi – Ufficio stampa PAF

C’è un piccolo e semplice strumento che i Comuni possono adottare per aiutare le famiglie numerose e bisognose. Non costa nulla e porta piccoli ma concreti e tangibili benefici, vantaggi e agevolazioni alle famiglie che, proprio in questo momento storico, soffrono di più per la crisi e fanno fatica ad arrivare a fine mese. Sto parlando della “Family Card” (per chi non parla la lingua d’Albione, si tratta di una “Tessera Famiglia”), ossia una Carta emessa senza costo dai Comuni che permette a chi ne ha diritto, di ottenere agevolazioni e sconti applicati direttamente dalle aziende e dagli operatori commerciali. La Provincia di Roma e altri enti pubblici e Comuni ci hanno già pensato. Come funziona? E’ semplicissimo. Il Comune (o la Provincia) si siede attorno ad un tavolo con le categorie economiche e gli operatori commerciali dei centri storici e delle periferie che dimostrano interesse verso questa iniziativa e decide le modalità attraverso le quali individuare chi ha diritto ad ottenere la Family Card. Una delle modalità è quella di far muovere insieme il criterio del numero di figli e quello del reddito. Come fa già la Provincia di Roma. Dai due figli in su, più figli hai e più il tetto del reddito si alza. A scaglioni. Una sorta di “scala mobile” che richiede un reddito più basso per chi ha meno figli e un reddito più alto per chi ha più figli. (continua…)

Come “leggere” il voto emerso dal Consiglio Comunale di Giovedì sera sull’Ordine del Giorno che proponeva di adottare una Family Card per famiglie bisognose e numerose, se non come un vero e proprio inciucio tra Pd e PdL? Un inciucio che ha il sapore della “vendetta” o del regolamento di conti contro il sottoscritto.

Insomma, dai consiglieri comunali del PdL di Riccione, molto livore e poca, molto poca (a voler essere generosi) responsabilità politica ed istituzionale.

Se così non fosse, come spiegare il fatto che, magicamente, le parole che uscivano dala bocca dei consiglieri di maggioranza, assomigliavano a quelle che già erano uscite, in tante occasioni, dalla bocca di qualche consigliere di minoranza?

Poveri Riccionesi. Non c’è una gran classe dirigente di politici a rappresentarli.

Prima obiezione che è stata fatta al mio Ordine del Giorno: “Dovevi condividerlo”. Risposta: Eccolo qui, se lo condividete, come dite, votatelo. Così è accaduto per i parcheggi rosa, no? Anche perchè se un consigliere ha un’idea, cosa deve fare, come accadeva nella Russia di Stalin, dove i singoli individui non potevano pensare o agire autonomamente? Esiste la coscienza collettiva? Tutte le idee che possono venire ai singoli devono andare all’ammasso?

Seconda obiezione: “La Family Card non è per le famiglie bisognose, ma soloper quelle numerose”. Risposta: falso. In questo momento di crisi economica non possiamo non pensare anche alle famiglie bisognose. E poi, informatevi. Guardate come hanno fatto a Roma. Family Card per chi ha da due figli in su, a scaglioni di reddito che crescono con il numero di figli a carico.

Come vedete, le motivazioni che hanno portato alla bocciatura dell’Ordine del Giorno sulla Family Card non hanno nulla di politico, e molto di personale.

La votazione di giovedì sera ha ricordato molto i dispettucci che ci si faceva tra bambini all’asilo.

Da: “La Voce di Romagna” del 29 maggio 2010-Leggi l’articolo

Da: “Il Resto del Carlino” del 29 maggio 2010-Leggi l’articolo

Riccione non avrà la Family Card, ossia una tessera gratuita (sia per chi la dovrebbe ricevere, che per l’Amministrazione, dato che l’emissione di questa card NON AVREBBE COMPORTATO ALCUN COSTO per il Comune) che avrebbe permesso alle famiglie numerose e bisognose di acquistare beni di prima necessità a prezzi vantaggiosi.

Oltre alla maggioranza di Centrosinistra che ha votato contro, i Riccionesi devono “ringraziare” i tre “cattolici” del PDL, Davide Rosati, Lilly Pasini e Alessandro Barnabè, oltre a tutto il gruppo PdL che si è astenuto.

Lilly Pasini è uscita prima, mentre i due “cattolici” Rosati e Barnabè hanno pensato bene di “astenersi”. Perchè? Perchè volevano che io ritirassi l’ordine del giorno. Le obiezioni? Il fatto che l’Ordine del giorno portasse la mia firma, il fatto che io parlassi di “famiglie bisognose” oltre che di “famiglie numerose”.

In poche parole, i “cattolici” del Pdl (uso le virgolette) erano e sono contrari ad aiutare le famiglie bisognose. Peccato che io proponessi un progetto simile a quello adottato dalla Provincia di Roma. E’ un problema di ideologia quindi. E di personalismi. Figuriamoci se votavano a favore di un Ordine del giorno del genere, che portava la mia firma! Dopo tutto quello che c’è stato, invidie, personalismi, “sgambetti”…

Ripeto. Andrea Usai non ne esce assolutamente intaccato. A perderci sono i Riccionesi. Quelle famiglie che, con figli a carico e difficoltà economiche, fanno fatica ad arrivare a fine mese.

Un “Grazie” al PdL, in particolare ai tre “cattolici” Rosati, Pasini e Barnabè da parte di tutti i Riccionesi!

Cari Riccionesi,

scrivo questo post sul mio blog, perchè sappiate quello che è accaduto ieri sera in Consiglio Comunale, nel vostro Consiglio Comunale, quello che voi avete eletto. Non faccio polemica, però è giusto che sappiate che il Popolo della Libertà ha bocciato il mio Ordine del Giorno che proponeva la Family Card, ossia una tessera emessa dall’Amministrazione Comunale che desse sconti o agevolazioni per l’acquisto di generi di prima necessità alle famiglie numerose e bisognose.

In poche parole proponevo che Riccione adottasse questo semplicissimo strumento (la provincia di Roma lo ha già fatto) a costo zero, che fosse di sostegno alle famiglie. Chiedevo che l’Amministrazione si sedesse attorno ad un tavolo con le categorie, i commercianti, per definire i parametri e le modalità attraverso le quali rilasciare la Family Card a chi ne avesse diritto e per individuare altresì quali esercizi commerciali fossero interessati ad aderire al progetto.

E invece cosa è successo? E’ successo che il PdL si è astenuto, mentre il Pd ha votato contro. E cosa hanno fatto i tre consiglieri del PdL che si definiscono “cattolici” (ma che dopo questo gesto dovrebbero smetterla di definirsi tali e chiedere scusa a chi li ha eletti) Davide Rosati, Alessandro Barnabè e Lilly Pasini? Quest’ultima non era presente in aula, mentre Rosati e Barnabè, dopo aver cercato di far sì che io ritirassi il mio Ordine del Giorno, si sono astenuti.

E perchè volevano che io ritirassi il mio Ordine del Giorno, dato che proponeva la Family Card, un buon e utile strumento di sostegno e aiuto alle famiglie?

Il perchè non l’ho capito. Credo che in questa storia abbiano preso il sopravvento rancori personali, la voglia di farmi pagare il fatto che io alle Regionali sostenessi un altro candidato rispetto a quello che sostenevano loro, o il fatto che fin dal giorno delle Elezioni Amministrative non ero ben gradito da chi bazzicava e bazzica attorno al Pdl riccionese.

Per chi non lo sapesse infatti, è stato fatto di tutto perchè il sottoscritto non entrasse in lista. Non volevano che io mi candidassi e c’era pure il rischio che io “sparissi” dalla lista poco prima della chiusura delle liste, così senza saperlo.

Queste sono vecchie storie, certo. Ma sono anche i motivi per cui il sottoscritto non è gradito dal gruppo Pdl a tal punto che il gruppo stesso (compresi i tre “cattolici” che invece dovrebbero avere una sensibilità diversa) ha bocciato la Family Card solo perchè la proponevo io.

E il Pd? Non mi aspettavo certo che mi votasse a favore. Ma quello che mi ha più colpito è stato il fatto che un consigliere di maggioranza, prendendo la parola ha detto: “Ti chiedo di ritirare il tuo Ordine del Giorno” perchè l’idea è buona, ma non condivido le modalità”.

Per farla breve, mi chiedeva di rirtirare l’Ordine del Giorno senza apportare delle motivazioni. Anzi, per di più ripeteva parole e frasi che io già avevo sentito uscire dalla bocca di chi, nel Pdl, mi “chiedeva” di ritirare la proposta.

Ho avuto come la sensazione che ci fosse un tacito accordo tra Pdl e Pd nel bocciare la Family Card. E il Pd ha avuto anche la faccia tosta di fingere una piccola apertura, dicendo: “se lo ritiri, cci lavoriamo, e poi lo presentiamo insieme”. Falso! Erano mesi che cercavo Gobbi e Valentini, perchè ci tenevo che anche loro, come cattolici del Pd, condividesseo il progetto della Family Card. E nessuno, dico nessuno in questi mesi mi ha detto una parola!

Anzi, per tutta risposta, Gobbi e altri consiglieri di maggioranza (come qualcuno mi ha poi ammesso in privato) non si erano nemmeno letti l’Odg! E hanno votato alla cieca!

E i tre “cattolici” del Pdl? Premetto che anche io sono cattolico, anche se questo non sta bene ai tre “cattolici” del Pdl dato che è ormai più di un mese che chiedo a loro tre un incontro per discutere, fare proposte condivise (come la family Card) ed è un mese che mi viene rifiutato un incontro.

A me di tutto questo, di tutte le questioni “personali” non interessa nulla. A quasi un anno dalle Amministrative posso dire senza che nessuno possa smentirmi, che ho fatto più io di chiunque altro in anni di Consiglio Comunale. Ecco perchè sono sereno, in pace, e vado avanti contento.

Mi dispiace solo che a rimetterci siano i Riccionesi. Che ieri sera a loro non è stata data la possibilità di avere una Family card solo perchè, quella proposta, portava la mia firma.

Andrea Usai

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Ecco il testo dell’Ordine del Giorno “bocciato dal Pdl:


Ordine del Giorno

Presentato da: Andrea Usai, Consigliere Comunale PDL

Oggetto: Family Card anche a Riccione

Premesso che

La crisi economica ha colpito e sta colpendo sempre di più tutti gli individui, soprattutto quelli deboli e proprio per questo ancor più bisognosi di un sostegno concreto da parte dell’amministrazione e delle categorie riccionesi; E dato che in questa situazione difficile si trovano soprattutto le famiglie numerose e bisognose, le quali  si ritrovano sempre più sole a far fronte a situazioni di bisogno, al caro-vita, al venir meno di quella coesione sociale che richiederebbe invece più attenzione nei loro confronti da parte di tutti.

Premesso altresì che

Con questo Ordine del Giorno non si vuole assolutamente entrare in polemica con l’amministrazione che governa questa città, ma anzi dare un suggerimento, gettare l’occasione per costruire qualcosa di concreto da dare ai cittadini riccionesi. Numerosi operatori commerciali, interrogati singolarmente dal sottoscritto su questa proposta, hanno manifestato enorme entusiasmo.

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta

  1. Ad invitare tutte le categorie di Riccione, il Comitato dei Commercianti di Riccione Paese, il Consorzio di Viale Ceccarini, attorno ad un tavolo, per discutere della possibilità di creare anche a Riccione una Family Card, per famiglie numerose e bisognose. Si sottolinea il fatto che, qualora i commercianti e le categorie dovessero rispondere positivamente, si tratterebbe di creare una sorta di “distretti commerciali” dove le famiglie e gli utenti aventi diritto avrebbero la possibilità di esibire una tessera gratuita, emessa dal Comune di Riccione, che offre sconti e agevolazioni applicate direttamente dalle aziende e dai singoli esercenti commerciali che, eventualmente, aderiranno all’iniziativa. Oltre ad un aiuto concreto alle famiglie numerose e bisognose, sarebbe anche uno stimolo per il commercio, per gli esercizi convenzionati, che ne avrebbero un ritorno di immagine e vedrebbero fidelizzata la loro clientela.
  2. Una volta convocato il tavolo, ad individuare il criterio di attribuzione della Family Card, che potrà essere basato sul numero di figli  a carico, sulla composizione del nucleo familiare, sul reddito, ecc.

Il Consigliere Comunale Andrea Usai

Pic-Nic Parco via Ticino- Interventi PensieroAzioneFuturo

Da “La Voce di Romagna” del 26 maggio 2010-Leggi l’articolo

Da “Il Resto del Carlino” del 26 maggio 2010-Leggi l’articolo