Archivio per giugno, 2010



Lettera aperta ai maturandi e ai loro insegnanti di scuola superiore


Cari ragazzi e cari Professori,

Si avvicinano le date degli esami di maturità. In questi giorni, chiunque di noi conosca un ragazzo o una ragazza che debba affrontare l’esame di stato, si deve fare delle domande. A cosa serve l’esame? E’ solo una verifica delle conoscenze acquisite durante l’ultimo anno di scuola, durante tutti i cinque anni, oppure è un qualcosa di più, un’occasione importante della vita che ragazzi e professori, il più delle volte, si lasciano sfuggire? Sia che la si veda dal punto di vista dei ragazzi, sia che la si veda dal punto di vista degli insegnanti, gli esami non sono altro che l’ennesima occasione buttata a mare. E non solo da un punto di vista umano. Ma anche didattico, educativo. L’esame di maturità, affrontato nel modo in cui lo affrontano la stragrande maggioranza degli studenti e dei professori, non serve a nulla. Tempo perso. Una pura “vestigia” del passato, una forma senza la sua sostanza. Anzi, peggio: la forma dell’esame di maturità è la sua stessa sostanza. Ed è questo il dramma. Prendiamo per un momento in considerazione quei ragazzi che si stanno preparando per gli scritti e per gli orali, che stanno passando i giorni sui libri e che pensano all’esame di maturità come all’esame della vita, a quell’esame da cui dipende la loro carriera scolastica e lavorativa. Per che cosa studiano? Per chi lo fanno? Per loro stessi, per i genitori, per una loro soddisfazione personale, per fare bella figura con i professori, per competere con i loro compagni di classe, in una sorta di “olimpiade” di studio matto e disperatissimo? (continua…)

Da “La Voce di Romagna” dell’ 11 giugno 2010-Leggi l’articolo

Si dice che la politica sia in crisi, che non sappia più rispondere alle esigenze della “gente”, che si perda in mille rivoli, personalismi, interessi e giochini di potere. Un po’ sarà anche vero. Il punto è che lamentarsi non serve a nulla e a nessuno. E’ anche una questione d’età: sopra i “quaranta” il lamento diventa un passatempo per chi lo mette in pratica e una vera e propria “rottura” per chi ascolta; sotto i “trenta” invece, il lamento, dovrebbe essere proibito, un tabù. Bisogna rimboccarsi le maniche, se c’è qualcosa che non ci sta bene bisogna mettersi in gioco, provare a starci, a metterci la faccia. Gli uomini non si possono cambiare, ma le cose, qualche volta, sì. Prima di tutto cambiando noi stessi. Che la politica sia in crisi, lo capiamo guardandoci attorno: a Bologna il Commissario Cancellieri riscuote più successo di qualunque sindaco che i Bolognesi abbiano mai avuto. E se un po’ deve preoccupare il fatto che un funzionario dello stato, non eletto dai cittadini, riesca a combinare di più di chi per anni è stato legittimato dal “popolo”, deve in un certo senso preoccupare il fatto che sia più piacevole ed educativo ascoltare parlare un Vescovo o un Sacerdote dei temi che possono interessare la “polis” piuttosto che qualsiasi politico, magari plurilaureato, e legittimato dal sistema democratico dei partiti. Faccio mio il sogno del Cardinal Bagnasco, che è poi quello del Cardinal Bertone e di Papa Bendetto XVI: il sogno di una nuova generazione di politici cattolici. (continua…)

Da “Il Resto del Carlino” del 4 giugno 2010-Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” del 3 giugno 2010-Leggi l’articolo

Da “Il Resto del Carlino” del 2 giugno 2010-Leggi l’articolo

Da “La Voce di Romagna” del 2 giugno 2010-Leggi l’articolo

Airaudo striglia Usai

Autore: andrea

Da “Il Resto del Carlino” del 30 maggio 2010-Leggi l’articolo

Andrea Usai merita rispetto! Non sono un cittadino di Riccione, però conosco bene Andrea per il quale nutro amicizia,  stima e ammirazione e per la sua cultura vasta e profonda e per l’impegno che giornalmente mette a disposizione della sua Riccione e di chi vive nelle ristrettezze e nell’abbandono.

Le critiche mosse al “giovane” Usai dai “soloni” della solita politica rientrano in quel culturame fatto di certezze di poltrone su cui poter posare il proprio deretano, infischiandosene delle novità, del pensiero nuovo che vive fuori dalle logiche di potere, di pressioni interne.

Il signor Filippo Airaudo che attacca con veemenza Usai lo fa perché quest’ultimo ha idee chiare e propone cose fattibili, a costo zero che, però, guarda caso vanno a favore dei meno abbienti, questi ultimi forse poco  apprezzati dalla politica politicante.

Chi si è schierato contro Usai lo ha fatto, questo è un  mio pensiero, anche per sbarrare il passo ad un “collega”! di partito che dimostra di avere maggiore sensibilità, maggiore attenzione, maggiore capacità di sintesi, in definitiva una cultura diversa, nuova!

Caro Andrea, la tua carriera politica è all’inizio, non so se nel tempo continuerai in questo impegno ma, fino a quando lo farai continua ad essere te stesso, non demordere, non vendere mai il cervello all’ammasso e, mi auguro, che i vertici del PdL a livello regionale mettano fine alla vergognosa gogna cui sei stato ingiustamente sottoposto.

Giovanni Ruzzier – Presidente di Rinnovamento nella Tradizione – Rimini

Con questo comunicato vorrei esprimere tutta la mia indignazione nei confronti delle dichiarazioni rilasciate dal capogruppo Airaudo nei confronti del consigliere Usai.

Da giovane studentessa e cittadina di riccione sono profondamente amareggiata di come sia stato trattato Andrea proprio da coloro che, avendo più esperienza, dovrebbero porsi come guide per i giovani che decidono di avvicinarsi alla politica.

La cosa che più mi lascia perplessa è il fatto che questo attacco sembra essere del tutto gratuito, non avendo trovato chi effettivamente abbia mosso obiezioni serie circa la sostanza dell’Ordine del Giorno proposto dal cons.Usai.  La mia impressione è che in questa amministrazione non si faccia altro che parlare ma di proposte concrete ce ne siano ben poche e di queste molte sono state fatte proprio da Usai.

Certo Usai avrebbe potuto essere ubbidiente,  ubbidire alle indicazioni del partito, e ritirare l’odg  ma ha scelto invece di andare avanti comunque e questo sicuramente non per manie di protagonismo ma perché ha a cuore il bene della sua città e dei cittadini, ai quali solo chi governa dovrebbe rispondere.

Credo, infine, che se ci sia qualcuno che non sia uscito “particolarmente bene” da questa  storia certamente non è Andrea  che anzi ha dimostrato a tutti come in politica ci sia ancora qualcuno che abbia il coraggio di pensare e agire con la propria testa e non di conformarsi alle solite “logiche di partito” e questo certo per amore di Riccione.

Laura Albicocco – Direttivo Paf