Archivio per giugno, 2010



Un politico, per definizione, deve fare il bene comune.
Quando Giovedì sera il consigliere Andrea Usai ha portato all’ordine del giorno la votazione per la proposta della Family Card, aveva in mente il bene comune: il bene dei cittadini in difficoltà, esigenza che ci dovrebbe impegnare tutti in prima linea.
Quando giovedì sera la maggioranza ha votato contro la proposta del cons. Usai, mediante la quale tra l’altro chiedeva un incontro tra comune e associazioni dei commercianti per deciderne le modalità di utilizzo ed attribuzione, quindi senza imporre alcuna “clausola”, aveva in mente il bene comune ?
Quando Giovedì sera l’intero Pdl si è astenuto dalla votazione, cosa aveva in mente ?
Bocciare a priori una proposta di questo tipo non è seguire il bene comune, ma la propria ideologia ed i propri interessi, quindi non è politica, ma sfruttamento della nostra fiducia di elettori per farci diventare “sudditi”.
Oltretutto i nostri cari e altruisti politici hanno anche attaccato il cons. Usai per la sua proposta, dimostrando che la logica di partito e l’uniformità ideologica, a scapito della libertà di pensiero, sono il vero obbiettivo.
Da cittadino sono personalmente indignato perché dall’amministrazione comunale mi aspettavo un comportamento diverso da quello a cui siamo abituati a vedere tutti i giorni a livello nazionale.

Federico Morelli- Vice Presidente PAF

A Riccione è ormai da diverso tempo che si sta vivendo una situazione un po’ paradossale all’interno del gruppo consiliare del PDL riccionese; c’è chi fa, chi propone, chi cerca di innovare e chi a tutto questo si oppone. Perché?

La pietra dello scandalo è il consigliere Usai che si trova a combattere contro i suoi stessi esponenti di partito. Il motivo non lo so, ma i dubbi che mi si insinuano nella mente sono molteplici. Usai negli ultimi due anni, da quando è divenuto dirigente provinciale del PDL a adesso da consigliere comunale di Riccione, è stato tacciato di essere sbarbatello, di essere un ragazzino, ora di fare politica per sé stesso, il tutto in maniera apparentemente incomprensibile, ma sintomatico di come la politica venga vissuta oggi. Quello che accade a Riccione, e le parole del capogruppo Airaudo lo dimostrano una volta in più, è triste e mortificante per chi lavora sul territorio e per i cittadini tutti, nonché per un ragazzo che, tra studio e volontariato, decide di impegnarsi in maniera attiva in politica. Si è detto che le logiche di partito devono essere rispettate? Sbagliato! Al centro della politica non ci deve essere un partito, ma i cittadini e quando un partito si dimentica di questo non ha più senso il suo esistere. Diciamolo chiaramente: l’odg sulla Family Card a Riccione ha visto l’astensione da parte del PDL non perché non si credeva valida la proposta, non perché non si credesse utile, ma perché avrebbe concesso ad Usai una visibilità che molti, all’interno dello stesso PDL riccionese, non sarebbero mai stati in grado di avere e che li avrebbe fatti rosicare per tanto tempo. Usai, in linea con la storia che ha sempre contraddistinto la destra giovanile, trasforma il pensiero in azione e quando questa rischia di essere pregiudicata dalle “logiche” di partito, un uomo libero deve sempre continuare per la sua strada, nel rispetto dei suoi ideali e di quello che essi rappresentano. Questo è quello che fa Usai, usare il partito come uno strumento per fare politica, non come il fine. L’invidia è una brutta bestia, ma non dovrebbe esistere all’interno della politica dove l’obiettivo non è altro che quello che servire la cittadinanza per il bene comune. Non si fa politica per visibilità, non si fa politica per mettere in mostra i muscoli; si fa politica per l’amore e la passione delle idee. Cercare quindi di fermare un giovane, che certo avrà da imparare dall’ambiente in cui si trova, impedendogli di perseguire il bene comune è grave. Usai da fastidio perché è uomo libero da logiche di potere e di interessi che invece sappiamo bene albergare nella politica.

Usai è stato continuamente fatto oggetto di scherno per essere un ragazzo che fa politica e ora minacciarlo di escluderlo dal gruppo mi fa ridere. Per i motivi qui sopra, Usai non è stato mai parte del gruppo, perché mai nessuno l’ha voluto come consigliere. C’è chi nel PDL gli avrebbe voluto impedire di intervenire nei coordinamenti provinciali, chi gli avrebbe voluto fare volentieri uno sgambetto per non inserirlo nelle liste, chi durante la campagna elettorale cercava in tutti i modi di remargli contro; tutto questo accadeva quando Usai non era ancora consigliere quindi poche frottole. Una volta eletto il tentativo di escludere Usai è continuato: c’è chi avrebbe voluto impedirgli di dire la sua, c’è chi non vota i suoi odg, c’è chi non l’ha invitato all’inaugurazione della sede del PDL riccionese. Questo è il modo in cui Usai viene quotidianamente escluso. Il motivo? È giovane, libero e legato a valori che altri dicono di avere, ma non hanno. Usai non ha mai tentato di escludersi e il PDL riccionese che ha sempre cercato di farlo. Ora ci dicano il vero motivo, partendo dal principio, non dall’epilogo! Viva la gioventù!

Alessandro Pracucci- Presidente “Giovane Italia-Rimini”

Sono rimasto indignato dall’intervento del capogruppo del PDL Riccionese Filippo Airaudo, questo attacco nei confronti del Consigliere Usai mi pare proprio inopportuno.

Il consigliere Usai, mostrerà anche manie di protagonismo,( che io non vedo, anzi noto solo voglia di fare per la propria città), ma io in quest’anno di attività del consiglio comunale ho visto il consigliere Usai fare un buon lavoro, o almeno ci ha provato,  mettendoci dedizione e impegno al contrario di altri che hanno fatto poco e niente di attività consiliare come interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno.

Le persone che fanno vera opposizione, che non vuol dire sbraitare soltanto per qualche minuto in consiglio comunale, ne vedo ben poche e fra quei pochi che fanno una sana opposizione vi è il Consigliere Usai.

Fare opposizione vuol dire opporsi a decisioni che vanno a discapito dei cittadini, ma anche fare proposte, lanciare idee. Quello che manca alla politica attuale, anche a livello nazionale, è dare l’alternativa. Bisogna essere sempre costruttivi negli interventi, sono tutti capaci a dire ciò che non va, la differenza tra un politico e un altro è il sapere dare la soluzione ai problemi, non soltanto lamentarsi.

A me, al di là degli schieramenti politici, fa molto paura sentire parlare di “logiche di partito”, sembra che un consigliere visto che fa parte di un partito, o di un gruppo consiliare perde il diritto di poter presentare idee personali-individuali.

Qui pare sempre che, un Consigliere, perda la propria libertà, la propria indipendenza iscrivendosi a un partito. Bisogna stare attenti, perché i consiglieri prima di rappresentare un partito politico rappresentano i cittadini come recita l’articolo 14 del nostro statuto comunale, non bisogna entrare nella logica della partitocrazia.

Fare lavori condivisi è giusto, ma il Consigliere non deve essere mai subordinato al partito.

Gianluca Daluiso- presidente PAF

Assisto da semplice cittadino all’attacco cui è sottoposto il cons. Usai.
Non essendo un sostenitore del PDL non ho titoli per criticare
quanto deciso nelle stanze di quella formazione.

Ma una cosa emerge chiara. Ci lamentiamo spesso di questi giovani
che non hanno più ideali, tensione e partecipazione civile.

Ma quando qualcuno di loro si prende la briga di avanzare proposte
e soluzioni siamo pronti a criticare la loro autonomia. come infatti
stanno facendo i colleghi di Usai, gli altri consiglieri del PDL nei
suoi confronti.

Forse perchè lui è così giovane da non avere interessi consolidati
da difendere ?

E allora riconosciamolo noi adulti, li abbiamo lasciati in braghe di
tela ed i loro figli probabilmente non avranno nemmeno più quelle,
lasciamo almeno che il loro destino lo decidano loro con le loro
scelte. Se siano poi giuste o sbagliate non spetta a noi giudicarlo,
visto che i protagonisti di questo sfascio globale siamo noi adulti.
Ed attenzione a criticare il protagonismo, senza quello torniamo
al 6 politico di sessantottina memoria, dove anche i mediocri
venivano premiati alla stessa stregua di coloro che si era spesi
con sacrificio nelle cose della vita.
Grazie per l’attenzione

Vincenzo Cicchetti - EX responsabile IDV Riccione