dic
1
2010
Il sorriso di un feto e quella clinica degli aborti
Autore: andrea
A Londra fa buio presto, molto presto. Se di giorno c`e` il sole, non piu` tardi delle cinque e mezzo, le nuvole tornano indietro, si fanno piu` forti e arroganti, prendono il sopravvento sulla luce, e, nel cielo inizia una lotta, una battaglia di luci e di ombre, come Constable sapeva ben mostrare nei suoi quadri. Ora a Londra sono le appena passate le sei. Felicity, una ragazza di origini giapponesi, venti anni appena, bellissima, mi manda un messaggio sul cellulare. “Vuoi venire alle sette, con me e alcuni amici, a Warren Street? Ci vediamo davanti alla fermata della metro”. E io rispondo, “molto volentieri, ma a fare che?” E lei risponde candidamente: “andiamo a dire il rosario in strada, sul marciapiede, davanti alla Clinica Marie Stopes, una delle cliniche piu` “avanti” nel praticare aborti”. “Ok”, le dico. “Per le sette sono li`”. Arrivo di corsa, cambiando solo una volta la metro, dato che, come se qualcuno mi stesse facendo un dispetto, la metro su cui ero salito, che doveva fermarsi a Warren Street, tira dritto, fino alla fermata dopo. Vabbe`, cambio metro, arrivo alla stazione. Guardo l`ora. Sono le sette e dieci. Passo i tornelli. Esco fuori. Sono le sette e dieci e qualche secondo e un vento fortissimo si e` alzato su tutta Londra. Felicity e` li` che mi aspetta, insieme ad un altro suo amico. Ci incamminiamo a piedi, verso la clinica. Lungo il tragitto mi spiega che alcuni dei suoi amici fanno parte di un`organizzazione molto attiva nella lotta contro l`aborto. E che si vedono li`, sul marciapiede di fronte alla clinica, ogni santo giorno, dalla mattina alle nove fino alla sera alle nove. Fanno un po` per uno, si danno il cambio. Pregano. (continua…)


