Archivio per la categoria ‘Romagna’



Se Pietro Nenni e Benito Mussolini fossero ancora vivi, se anzi potessero in qualche modo tornare in vita, ricominciare d’accapo la loro azione politica nella Romagna di adesso, sarebbe la fine. La Romagna li spedirebbe dritti dritti in manicomio, a due personaggi del genere. Non c’entra nulla l’ideologia. E non c’entra nulla nemmeno il fatto che, il fascismo di Mussolini nacque dal Socialismo, che Mussolini stesso era stato socialista, che Pietro Nenni aderì al Fascio di Bologna nel 1919, per poi distaccarsi subito, prendendo definitivamente la strada socialista. La Romagna del Duemila manderebbe Nenni e Mussolini in manicomio perché sono stati, chi in un modo e chi un altro, due personaggi che ci hanno messo la faccia, che hanno scritto la storia del Novecento, che hanno rappresentato un mondo a loro comune fatto di povertà e di soprusi, di solitudine, di idee che si agitavano nella loro testa dura e cocciuta, un modo di far politica, di vivere la politica lontano anni luce dalle veline in parlamento, dai paracadutati sul territorio, dalle liste bloccate, da una politica che, abbandonata persino la logica machiavellica del fine-che-giustifica-i-mezzi, ha finito per sposare una linea ancora più drastica, cioè quella dei mezzi-che-giustificano-altri-mezzi. Benito Mussolini a parte, ci sono almeno altri tre motivi, per i quali, la Romagna di adesso manderebbe di sicuro Pietro Nenni in manicomio. (continua…)

Quando si parla di libertà economica la sinistra storce il naso piuttosto spesso. Negli States li chiamano liberal. Come i più di voi già sapranno, il termine liberal non ha nulla a che fare con il pensiero liberale. Sono quelli che in Italia starebbero a sinistra, che non si scandalizzano se lo stato interviene in economia limitando il libero mercato. Ma lasciamo stare gli States. Restiamo in Italia, anzi restiamo ancora più vicino, rimaniamo in Emilia Romagna. Andate a leggervi la legge regionale dell’Emilia Romagna numero 6 del 2007, in materia di distribuzione commerciale. E’ una legge fortemente statalista e profondamente irrispettosa della libertà economica. Hai voglia a sostenere che ci possa essere la libertà individuale senza la libertà economica. Questo lo dice la sinistra, che ha una concezione statalista e antiliberale dell’economia, pensando che il mercato si possa pianificare, che l’economia debba essere controllata. Lo dicevano anche in Russia qualche tempo fa. E non è andata così bene. Lo dicevano anche in Cina. E hanno cambiato idea. In Italia invece c’è ancora chi la pensa così. E c’è persino chi sostiene che il libero mercato vada limitato, ora che c’è la crisi. Prima di parlare, si consiglia di studiare. La crisi c’è perchè lo stato ha troppo potere. (continua…)

Fuga dalla Romagna

Autore: andrea

Addio Romagna. Addio Italia. Sempre che siate veramente esistite. Buona fortuna, ne avrete bisogno, prima o poi l’incontrerete l’iceberg che vi darà la botta finale, che vi permetterà di affogare in mare e realizzare la profezia di Pasolini. No, per favore, non datemi del matto, nessuno è profeta in casa propria, vedremo chi avrà ragione, siamo spacciati, siete spacciati. Andate a Londra, in quella che è stata la capitale del mondo per qualche secolo, in quella che è stata la sede dell’Impero più potente dai tempi di Roma. Mentre noi siamo qui, stesi sotto il sole, a discutere di pensioni e di crisi economica, mentre ci preoccupiamo dell’immigrazione e della nostra identità (non c’è mai stata) mentre siamo occupati a starcene rintanati nelle fogne della storia, impantanati nel sudiciume di nostri piccoli pensieri, affaticati e oppressi dal sudiciume che ci copre dalla testa ai piedi, a Londra, si respira la vita vera, il futuro, la speranza. La Valmarecchia è passata in Romagna. E adesso c’è chi spinge perché la Romagna diventi una regione autonoma. (continua…)

Fissatevi bene in testa questi due nomi, Andrea Tosi e Massimo Montanari, le due promesse della musica leggera italiana. Fissateveli bene, ritagliate questa pagina di giornale, appendetevela in camera e iniziate a venerare i loro bei visini. Quando saranno famosi potrete dire: li abbiamo scoperti noi, siamo stati i primi, lo sapevamo già. E se c’è già chi li chiama i Sonohra di Riccione, quel che va detto va detto, diamo a Cesare quel che è di Cesare. Due nomi, una garanzia. Massimo Montanari, classe 1992, è già arrivato un pezzo in là, finalista di Castrocaro e in cantiere diversi progetti, tutti da portare avanti con Andrea Tosi, classe 1989, cantante e chitarrista riccionese doc coi piedi ben piantati a terra. Cioè, capiamoci: se ho deciso di far salire questi due ragazzi con me sul mio sidecar, di farveli conoscere, di parlarvi di loro e della loro musica, vuol dire che meritano. (continua…)

Andate in spiaggia, nuotate, asciugatevi al sole, prendete un ramoscello d’ulivo e scrivete i peccati del vostro vicino d’ombrellone sulla sabbia, prima che vi lapidino per così poco. Costruite pure la vostra casa sulla sabbia, anzi, costruitela di sabbia, divertitevi pure a gettare granellini di sabbia negli occhi di chi vi sta sul cavolo. Durerà poco. Istruzioni per l’uso: prima di tornare a casa scrollate pure la sabbia dai vostri calzari, o ne rimarrà poca, l’erosione non c’entra, ben venga. Lo so per certo, il mare avanzerà, mangerà tutto, la sabbia, le case, le strade, i venditori abusivi, i napoletani con il loro giochetto delle tre carte. Tutto sprofonderà, la terra affogherà nel suo bel mare, le onde inghiottiranno tutto e tutti, non ci sarà scampo. Tranquilli, non è il sequel di “The Day after Tomorrow” e nemmeno il comunicato stampa dell’ultima associazione ecologista contro il riscaldamento globale. E’ la vita, baby. Non si può essere sempre sulla cresta dell’onda.

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Preferiamo la bagarre

Autore: andrea

Bisogna intendersi su cosa vuol dire “valle dell’ugola”. Eh no, perché se pensate a quello che penso io, il nome spetterebbe di brutto alla nostra Riviera. Grande ugola. Le ragazze dalle nostre parti la usano per altri lavori. Anzi. Se nelle Marche ugola è sinonimo di urla, rumore, rimbombo dolce e soave, persino poetico, da noi ugola fa rima con silenzio. Difficile che non stia zitta, la povera malcapitata (o ben capitata, dipende dai punti di vista). Sfido io a parlare. Per quanto riguarda Paolo e Francesca, se proprio avete voglia di amorosi gemiti, non solo sul far della sera, ma sul far del mattino, del pomeriggio, della strada, del parco, delle cabine al mare, o perché no, sul far del faro del porto, tra gli scogli, sulle brandine, nemmeno Tinto Brass aveva tutta sta fantasia, niente di meglio della Riviera Romagnola. (continua…)

Romagna bolgia

Autore: andrea

Paese che vai, stranezze che trovi. Se la Romagna (un po’ inflazionata ’sta parolina, non trovate? Ormai la usa anche chi non sa dove stia di casa) fosse un girone a sé dell’Inferno dantesco, la pena del contrappasso sarebbe un bel copri fuoco al contrario, vietato rientrare, la casa è un albergo (più facile che sia l’albergo ad essere una casa, tutto è oramai un appartamento). Comunque sia, chi viene in vacanza, negli alberghi non ci vuole stare. Prendono, se hai vent’anni lo puoi fare, arrivano il sabato pomeriggio, trolley rigorosamente borchiato, firmato, neon sotto le ruote, si accampano come sfollati lungo i parchi pubblici, due sciacquate con l’acqua minerale al papperuolo ( se sei un lui) o alla gigina (se sei una lei), poi via, profumi, discoteca, e la domenica mattina sei già sulla strada di ritorno, nei container diretti a sud. Se invece scegli di andare in albergo, attento al contratto che firmi. (continua…)

Ladies and Gentlemen, Mesdames et Messieurs, benvenuti in Romagna. Be’, forse siete venuti in vacanza qui perché vivete isolati dal mondo, non avete la tv in casa, non leggete i giornali, non avete amici che vanno in vacanza, e non avete la connessione internet in casa, eh sì, altrimenti non spiega il perché siete venuti in vacanza qui, con gli stessi soldi vi compravate un pacchetto turistico per un’isola caraibica, o per la Spagna o per la Grecia. Ma fa niente, non lo sapevate, meglio così, ormai ci siete. Ci siete e ci rimanete, perché voglio vedere io come fate a spostarvi, come fate ad andare da un posto all’altro, voi che volete vedere la Romagna, voi che non vi accontentate di stare tutto il giorno al sole a guardare culi e a farvi fare i massaggio dai cinesi che poi sbagliano e mentre vi toccano vi uccidono un nervo. Diciamo così, anche io ho fatto il turista, mi sono alzato dalla sedia, e ho fatto finta di essere un crucco, anche se i tratti somatici non me lo consentono. (continua…)

Già glielo avevo detto a quella bambina che non ne volevo sapere, sono stanco, basta, eppure no, lei mi chiama, con la scusa di parlare, lei voleva. Ok, va bene. Prendo i tappi per le orecchie (è l’equipaggiamento giusto, un po’ come arco e frecce per Robin Hood) esco di casa, tutto gellato, profumato, occhiale scuro, portafoglio pieno (c’è una donna di mezzo, raga). Meglio la macchina, la bici non va bene, arrivi sudato, fai schifo, e non puoi nemmeno cercartene un’altra se ti va male. Appuntamento al mare. Metto in moto, vado in strada. Certo, chiamarle strade è un po’ eccessivo. Hanno la stessa larghezza di una pista ciclabile, c’è uno stop ogni due metri e un traffico che, in proporzione, si fa prima a piedi. Anzi, a piedi arrivi, per lo meno non rischi di morire disidratato per strada, con la macchina che affonda nei cementi mobili della statale o del lungo mare. Meglio a piedi. Ma cazzo, non si può andare ad un appuntamento con la tipa a piedi. (continua…)